Letture del Weekend: The NOW HABIT

 

The Now habit

The Now habit

Quale è un difetto di molte delle persone che conosciamo? E’ che vorrebbero fare tutto ma poi non sono in grado di fare nulla. E allora procrastinano le loro azioni. The NOW HABIT è la cura per smettere di procrastinare, e agire!

Neil Fiore è un eminente psicoterapeuta americano, esperto nell’aiutare le persone a sviluppare la propria produttività.

Forse ci dovremmo domandare perché uno psicologo debba occuparsi di produttività. Ma in realtà la risposta è semplice: come la produttività delle macchine dipende dal loro hardware (da come sono fatte) e dal loro software (dai loro programmi di funzionamento), la produttività umana dipende tanto dal nostro hardware (il fisico e le capacità innate) quanto dal nostro stato mentale. Ovvero, dal nostro software. Dai nostri pensieri, da come lavoriamo, da come usiamo le nostre capacità.

Perché evitiamo di fare quello che dovremmo fare, ovvero procrastiniamo? Neil ha una risposta davvero efficace per questo: rifacendosi ad una nota teoria di Jung, ci dice che noi tendiamo a procrastinare perché ci è comodo evitare un conflitto. Il conflitto con il nostro perfezionismo (quello che dobbiamo fare spesso rischia di non essere perfetto e così procrastiniamo). Il conflitto con la nostra paura del successo (per paura di aver successo, e di doverlo gestire, preferiamo spesso restare nella nostra mediocrità). Insomma, il conflitto con una parte di noi stessi.

Come ci può consigliare Nei Fiore a superare la nostra ritrosia ad agire? Con un cambiamento di linguaggio, con una diverso atteggiamento all’azione, e con la Unschedule.

In pratica Neil ci consiglia di cambiare linguaggio (passando dal “Devo fare questa cosa” allo “Scelgo di fare questa cosa”) in modo da riflettere un’intenzione positiva, e non costrittiva nel nostro rapporto con le attività.

Poi, di usare l’idea di partire invece che finire (“dove posso partire a fare questa attività?”) dedicando almeno mezz’ora ad ogni attività, e premiandosi ogni volta che si è compiuto un piccolo passo in avanti (rinforzo positivo).

Infine, con il suo celebre “Unschedule”, la schedulazione settimanale al contrario. In cui prima si mettono in agenda gli eventi piacevoli (sport, musica, gioco, amici, etc.) e solo dopo si mettono quelli di “Lavoro”. Dove il “Lavoro” diventa un riempitivo del proprio tempo libero, e non il contrario come nella nostra civiltà lavorativa che sembra incolpare chi non lavora almeno 24 ore al giorno, con gli effetti sullo stress e sulla bassissima produttività che si possono notare facilmente.

Funziona per tutti? Personalmente, lo uso da anni senza alcun pentimento, riuscendo persino ad ottenere una seconda laurea magistrale in un anno mentre lavoravo (e senza toccare il mio tempo libero). L’ho inoltre consigliato ad alcuni amici e clienti che avevano necessità di uscire dall’inazione, ottenendo sempre feedback positivi. Tra qualche mese terrò un corso su questo sistema. Ma per adesso, puoi solo acquistare il libro (nota: è solo in inglese!).

PS: Agisci ora e non procrastinare! 🙂

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